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sabato 5 febbraio 2011

Marchionne: "Fiat e Chrysler potrebbero diventare un'unica azienda"

Sergio Marchionne ha affermato che Chrysler Group e Fiat Auto potrebbero diventare una società unica che potrebbe avere sede negli Stati Uniti. Questo però potrà accadere solo quando Chrysler avrà restituito il finanziamento ricevuto dal governo americano. Marchionne ha dichiarato:

«Chi lo sa, magari tra due o tre anni potremmo essere una sola azienda con sede qui, a San Francisco, perchè no. Stiamo valutando tutte le alternative e gli scenari possibili, ma prima di tutto dobbiamo integrare operativamente Fiat e Chrysler e solo dopo penseremo a come e dove gestire il gruppo»

In realtà Marchionne espone tutto quello che si sta valutando attualmente in Fiat e Chrysler, per rendere gestibili al massimo due aziende di così grandi dimensioni e così lontane tra di loro, ma la possibilità di avere un'unica sede in America è improbabile. Infatti subito dopo ha affermato:

«Nel caso di una fusione, sarà inevitabile una società con due sedi, una in America e una in Italia»

Marchionne inoltre è molto fiducioso e crede che Chrysler possa restituire tutto il debito entro la fine del 2011. Questo permetterà a Fiat di ottenere una ulteriore percentuale su Chrysler e grazie all'uscita della nuova berlina compatta Dodge su pianale Fiat nel 2012, potrebbe iniziare l'ascesa verso il 51% di Chrysler, completando ufficialmente l'acquisizione. Speriamo ovviamente che questo serva a rafforzare e migliorare l'azienda Italiana, augurandoci però che la sede resti in Italia, dove Fiat è nata.

Marchionne non ha risparmiato nemmeno affermazioni riguardanti Alfa Romeo e l'interesse da parte del gruppo Volkswagen, affermando:

«Finchè io sarò amministratore delegato di Fiat, Mr Piech non avrà Alfa Romeo. Che si preoccupi di collocare Seat nel mercato...»

Per chiudere del tutto la faccenda e far capire bene le intenzioni di Fiat è intervenuto anche John Elkann, affermando:

«Non avremmo venduto Alfa Romeo nemmeno se ci avessero offerto tonnellate di denaro»

Affermazione forse un po troppo "spinta", ma chiarissima se si desidera chiudere una volta per tutte la questione della casa di Arese.

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