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venerdì 19 novembre 2010

Alfa Romeo: vendita di tre modelli storici dal museo di Arese?


Se la notizia fosse confermata, gli appassionati di Alfa Romeo avrebbero davvero subito tutti i torti possibili. Oggi infatti è stata resa nota la possibile vendita di tre vettura Alfa dal museo di Arese, dove un tempo aveva sede il marchio italiano. Le tre vetture sono le tipo P2 e P3 con le quali corsero nell'anno 1925 le leggende Alberto Ascari, Davide Campari e Tazio Nuvolari. La terza vettura è un pezzo davvero importantissimo per la storia di Alfa Romeo: si tratta dell'Alfa 159 con la quale Juan Manuel Fangio vinse il secondo campionato del mondo di Formula 1 nel 1951. Un pezzo di valore inestimabile, che oggi si aggira intorno a quasi 6 milioni di euro (11 miliardi di lire). Una delle auto più importanti del mondo automobilistico.


Gli appassionati del marchio di Arese sono ormai abituati a sentirne di tutti i colori quando si parla di Alfa Romeo, come possibili vendite ai Tedeschi o ai Cinesi, vetture che cambiano design all'ultimo momento, rumors su continui cambi di gestione del marchio o sulla meccanica. Forse Pensano di essersi abituati a tutto, ma questa notizia è la più pesante sentita fino ad oggi. 

Quando si ha bisogno di liquidità si può provare a capire molte soluzioni strategiche o discutibili compromessi, ma toccare il passato di un marchio no. Questo no. Noi non lo accettiamo, qualunque sia la casa automobilistica in discussione. 
Vendere il passato di un marchio equivale a vendere una parte di esso e nel caso di un nome come Alfa Romeo forse è ancora più pesante. Infatti vendere una vettura del passato Alfa è come vendere una parte della sua anima, della sua storia e di tutte le persone che in cento anni hanno reso grande in tutto il mondo un marchio come questo, sinonimo di sportività, corse e passione, dal quale non dimentichiamoci è nata la scuderia Ferrari. Possibile che in Italia non si riesca a valorizzare quanto di più importante si abbia in campo automobilistico?

Tanto per citare la concorrenza, ogni casa automobilistica tedesca ha il suo museo, costruito con una dose talmente alta di attenzione e passione da sembrare luoghi di culto, dove i "fedeli" dei vari marchi si ritrovano per "venerare" i modelli esposti. Per i tedeschi il museo è la solida base da cui un marchio di auto deve partire, la sua identità insomma. E condividiamo questa idea.

In Italia? in Italia il museo di Arese, sopravvive grazie a persone all'interno di Alfa con una passione infinita per questo marchio. Il museo stesso infatti non è in ottime condizioni, anzi, erano stati stanziati fondi e approvato un progetto per la ristrutturazione, ma tutto è stato cancellato. E' già un passo avanti non sia stato chiuso insomma.

E ora si vorrebbe privare il museo Alfa di uno fra i pezzi più importanti della storia delle corse per fare "cassa". Pensate che quando Alfa fu venduta a Fiat nel 1986, il solo museo di Arese venne valutato circa 11 miliardi di lire. Oggi, la sola Alfa 159 che si vorrebbe vendere vale come tutta la valutazione del museo di quegli anni. E siamo convinti che i collezionisti offrirebbe molto di più per averla.

L'Alfa Romeo 159 di Manuel Fangio - Campione del mondo di F1 nel 1951

Non riusciamo davvero a capire come si possa pensare di vendere auto di questa importanza, come se fossero vecchie ferraglie di cui non si sa cosa farne o dove piazzarli. Noi ci auguriamo che siano solo voci (nell'ultimo periodo però ne abbiamo sentite fin troppe) e che la notizia sia infondata, dato che sembra più una sfida politica che un bisogno di liquidità. Quindi prendiamo tutto con le dovute distanze, sperando comunque che certe idee non vengano mai in mente. Vi terremo aggiornati sulla vicenda.


Vi invitiamo a leggere la storia delle vetture P2 e P3, anch'esse icone dell'automobilismo.


Foto da Wikipedia

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